Breve Focus sulla Fibra di Bambù

19 Apr
19 aprile 2016

materasso-bambùDopo la filiera alimentare del germoglio e quella del legno per quanto riguarda la canna, oggi facciamo un focus sulla filiera del tessile!
In un’industria tessile sempre più rivolta verso fibre naturali ed eco-sostenibili il bambù gioca un ruolo di punta!

Ma vediamolo nello specifico:

E’ risaputo che la fibra di bambù faccia bene alla pelle ed anche all’ambiente: infatti i tessuti ricavati da questa fibra sono più resistenti anche del cotone, contribuiscono a mantenere la temperatura corporea ad un giusto livello e possiedono inoltre proprietà anti-microbiche e anti-settiche.

Sia La moda che L’industria tessile, negli ultimi anni, si stanno orientando sempre più a soddisfare la diffusa richiesta di fibre naturali, e per la cui produzione non siano state impiegate sostanze chimiche inquinanti che danneggiano l’ambiente e che a contatto con la pelle risultano nocive. Ci si trova così di fronte all’affermarsi di nuovi tessuti di origine vegetale e una delle novità degli ultimi anni, per quel che riguarda i tessuti, è appunto la fibra di bambù.

Sono numerose le proprietà e i benefici della fibra di bambù e può essere una valida alternativa al più famoso cotone e anche alla canapa.

I tessuti prodotti con questa fibra hanno come particolarità la leggerezza e la traspirazione ottimale e sono in grado, addirittura, di assorbire l’umidità del corpo e il sudore mantenendo a temperatura corporea al giusto livello sia in estate che in inverno.

Oltre al confort nell’indossarlo, il tessuto di bambù e anche antibatterico e antimicotico oltre a proteggere dai raggi ultravioletti grazie alla sua trama fitta.

Per quel che riguarda la coltivazione e quindi l’aspetto sostenibile, quella del bambù è una coltivazione “senza spreco di risorse”  perché possiede naturalmente sostanze che bloccano lo sviluppo di dannosi parassiti e non richiedono l’utilizzo di pesticidi, non ha bisogno di molta irrigazione se non nei primi anni di vita e la sua coltivazione migliora addirittura la qualità della terra.

Anche per quel che riguarda l’inquinamento da anidrite carbonica, e quindi l’effetto serra rispetto, Il Bambù ne assorbe una quantità maggiore pari al 30% in più rispetto alla maggior parte delle altre piante ed emette molto più ossigeno.

Nello specifico la fibra di bambù viene utilizzata principalmente per realizzare biancheria da bagno o da camera, biancheria intima, costumi da bagno ma anche abbigliamento più in generale!
Oltre ai tessuti per la casa, il bambù è molto utilizzato anche per cuscini, materassi e guanciali che risultano più morbidi e si adattano perfettamente alle forme del corpo ed emanano ioni che combattono le onde elettromagnetiche prodotte dagli elettrodomestici di casa.

 

Perché coltivare Bambù In Italia? Ve lo spieghiamo in questo articolo!

21 Dic
21 dicembre 2015

foresta-di-bambuLa soluzione alle migliaia di ettari incoltivabili a causa inquinamento da metalli pesanti, alla deforestazione, per la produzione di biomassa, fissazione di CO2, equilibrio d’acqua nel suolo, protezione contro l’erosione della terra e produzione di legno?

E senza dubbio il Bambù!
Non parliamo propriamente di un albero, ma di una specie d’erba che crescendo si trasforma in albero!

Sono state classificate numerose specie di Bambù, circa 1.300, accomunate da una caratteristica propria della specie che è l’elevato tasso di crescita.
Di queste almeno 300 sviluppano col tempo un tronco “legnoso” che possiede le stesse caratteristiche del legno che tutti conosciamo (durezza, resistenza, elasticità, dilatazione, ecc.).
Solo alcune specie vengono commercializzate e la maggior quantità di legno di Bambù viene ricavato da una specie su tutte che è il Moso Gigante(Phyllostachys Pubescens).

Queste canne di Bambù, raggiunta la maturità crescono a vista d’occhio e in 2/4 mesi toccano le loro massime dimensioni che possono arrivare fino a 20/25 mt con un diametro di 8/14 cm. Generalmente, in una foresta o in una piantagione possono essere raccolti ogni anno il 25% dei tronchi senza per questo ridurne la densità arborea e il numero di tronchi per ettaro.

Raccogliendo le piante piú adulte infatti le fonti energetiche(luce, acqua, ecc.) si rinnovano e si rendono disponibili per il resto della foresta migliorandone anche la qualità.

Un bosco di Bambù fornisce tronchi di diversi diametri che vengono raccolti, suddivisi e classificati a seconda del prodotto da realizzare (i tronchi più fini si prestano meglio alla realizzazione di tende e tappeti mentre quelli più spessi sono i più adatti alla pavimentazione per esempio)

Venendo al fattore sostenibile il Bambù, grazie alla sua rapida crescita, genera quantità enormi di biomassa e di conseguenza il CO2 è molto più alto: circa 22 ton/ha, che è all’incirca 2/3 volte superiore alla media di altri alberi.

Riassumendo il Bambù è un materiale sicuro, ecocompatibile e, altro pregio, cresce in suoli degradati e  contaminati risultando ideale per bonifiche ambientali. È una risorsa naturale importante con interessanti prospettive future ma purtroppo ancora poco conosciuta nel nostro paese. Attualmente, in tutto il mondo vengono utilizzate circa 20 milioni di tonnellate annue e più della metà è concentrato nelle aree più povere del pianeta.

Ad oggi il fatturato totale dal commercio del Bambù e dai suoi derivati è stato stimato intorno ai 5 miliardi di dollari ed è in continua crescita e l’idea di avviare una coltivazione di bambù diventando imprenditore agricolo è da prendere seriamente in considerazione!

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